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BANKSY E I GORILLAZ: L’ARTE DI ESSERE OVUNQUE RESTANDO INVISIBILI

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L’Inutilità Artistica: Banksy  Un uomo senza volto che dipinge ratti, poliziotti che si baciano e bambine con palloncini sui muri di tutto il mondo. Banksy è la prova che non serve un’identità per avere un’influenza. La sua “inutilità” è la più preziosa: trasforma un muro sporco in un museo a cielo aperto, ci costringe a fermarci mentre corriamo al lavoro e ci fa sentire un po’ stupidi per quanto siamo incastrati nel sistema. È arte che si autodistrugge (letteralmente, come la sua opera battuta all’asta), ricordandoci che nulla è permanente. L’Inutilità Musicale: I Gorillaz (Damon Albarn & Jamie Hewlett)  Mentre il mondo della musica cercava di vendere “facce” e gossip, Damon Albarn ha deciso di sparire dietro a quattro personaggi animati creati dal fumettista Jamie Hewlett. I Gorillaz sono un pastiche di hip-hop, elettronica e rock che non dovrebbe funzionare, eppure è diventato un fenomeno globale. Sono la band perfetta per l’era digitale: una finzione che dice la verità...

IL DRUGO E MARCO AURELIO: GUIDA STOICA PER NON FARSI ROVINARE LA GIORNATA

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L’Inutilità Cinematografica:  Il Grande Lebowski  (Fratelli Coen)  Jeffrey “Il Drugo” Lebowski non ha un lavoro, non ha ambizioni e la sua unica preoccupazione è che qualcuno ha fatto pipì sul suo tappeto (“Dava un tono all’ambiente!”, cit.). Il Drugo è l’eroe di cui non sapevamo di aver bisogno: un uomo che attraversa tempeste di rapimenti, nichilisti tedeschi e partite di bowling truccate senza mai perdere il suo baricentro. Il suo segreto? “The Dude abides” (Il Drugo sa aspettare). L’Inutilità Filosofica: Lo Stoicismo (da Seneca a Marco Aurelio)  Secoli prima che inventassero il White Russian, c’erano dei signori in toga che dicevano: “Non puoi controllare quello che ti succede, ma puoi controllare come reagisci”. Marco Aurelio, l’imperatore filosofo, scriveva i suoi  Ricordi  per ricordarsi di rimanere imperturbabile di fronte al caos dell’Impero. In pratica, Marco Aurelio era un Drugo con molta più responsabilità e meno voglia di giocare a bowling. Il ...

L’ARTE DI NON PRENDERSI SUL SERIO”

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  Ricky Gervais e il “Male di Vivere”: Ridere mentre il mondo brucia L’Inutilità Comica: Ricky Gervais (SuperNature / Armageddon)  Gervais ci sbatte in faccia la verità: non siamo speciali, l’universo non ha un piano per noi e moriremo tutti. Detto così sembra il volantino di una setta apocalittica, ma se lo dice lui, con quella risata fastidiosa e un boccale di birra in mano, diventa la cosa più liberatoria del mondo. La sua “pillola” è l’offesa come forma d’arte: nessuno è al sicuro, perché se puoi ridere di qualcosa, quel qualcosa smette di farti paura. L’Inutilità Letteraria: Eugenio Montale e “Spesso il male di vivere ho incontrato”  Facciamo un salto indietro. Prima dei microfoni e di Netflix, c’era un signore ligure che guardava un ruscello strozzato e un cavallo stramazzato e ci vedeva la stessa assurdità di cui parla Gervais. Montale non cercava soluzioni magiche; la sua unica cura era la “Divina Indifferenza”. Il Legame: La risata come Indifferenza Divina  ...

LA POLVERE, LA RABBIA E IL FANTASMA DI TOM JOAD

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L’Inutilità Letteraria: “Furore” di John Steinbeck  Siamo nell’Oklahoma degli anni ’30. C’è polvere ovunque (seriamente, se soffrite di allergia agli acari non leggetelo). La famiglia Joad carica tutto su un camion scassato e parte per la California, convinta che troveranno lavoro, arance e felicità. Spoiler: troveranno solo sfruttamento e botte. Steinbeck ci insegna che quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa un dovere. Ma lo fa con una prosa così potente che ti senti addosso la sete dei protagonisti anche se sei seduto sul divano con una cedrata fresca. L’Inutilità Musicale: “The Ghost of Tom Joad” di Bruce Springsteen  Nel 1995, il Boss decide che il rock da stadio può aspettare. Prende una chitarra acustica e un’armonica e scrive un album che sembra registrato in un confessionale. La title track è un ponte temporale: Springsteen ci dice che Tom Joad (il protagonista del libro) è ancora lì, negli accampamenti dei senzatetto sotto i ponti dell’autostrada, t...

IL SOLE, UN OMICIDIO E UN MASCARA COLATO

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Avete presente quel lunedì mattina in cui l’unica cosa che vorreste fare è fissare il vuoto e dichiararvi estranei al mondo? Ecco,  Albert Camus  ci ha scritto un capolavoro, e  Robert Smith  ci ha fatto sopra un balletto post-punk. L’Inutilità Letteraria: “Lo Straniero”  Meursault, il protagonista del libro, è l’uomo più onesto (e irritante) della storia. Uccide un uomo sulla spiaggia perché “il sole gli batteva negli occhi”. Niente movente, niente odio, solo troppa luce. Al suo processo, lo condannano a morte perché non ha pianto al funerale della madre. La lezione? Se non reciti la parte che la società ti assegna, sei fuori. L’Inutilità Musicale: “Killing an Arab”  Nel 1978, i The Cure prendono questo nichilismo e lo trasformano in un riff ipnotico. Non è una canzone razzista (nonostante i vari tentativi di censura negli anni), è un resoconto clinico dell’Assurdo. Smith canta la vertigine di chi si ritrova con una pistola in mano senza un vero perché. Pe...

BENVENUTI NEL REGNO DELL’INUTILITÀ (QUELLA ESSENZIALE)

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“A cosa serve?”  È la domanda che sta uccidendo il mondo. Se una cosa non produce fatturato, non ti fa dimagrire o non ti insegna una competenza da spendere su LinkedIn, allora la scartiamo. Beh,  Pillole di Inutilità Essenziale  nasce per recuperare tutto quello che abbiamo scartato. Di cosa parliamo qui? Questo blog è un esperimento di connessioni improbabili. È il posto dove l’alto e il basso si prendono a braccetto e vanno a farsi un drink. Parliamo di: Filosofia  masticata male ma digerita bene. Musica  che ti salva la vita o che semplicemente ti rovina la pettinatura. Cinema e Letteratura  usati come lenti d’ingrandimento per guardare i nostri piccoli disastri quotidiani. Perché “Inutilità Essenziale”? Perché leggere  Camus  mentre ascolti i  The Cure  non ti aiuterà a pagare le bollette. Guardare  Il Grande Lebowski  non ti darà una promozione. Eppure, senza quelle storie e quelle note, saremmo solo dei processori biolog...